Cuore ballerino
ovvero: La cena dell’amore (…“cotti” al punto giusto!)
Lo spettacolo ComicAmorevole che fa ridere… di cuore!
Autore e interprete: Massimo Ivaldo
Tempo di montaggio: 3 ore
Durata spettacolo: 90 minuti
Costo: 500 Euro (i.v.a e spese di trasferta escluse)
Contatti 0102514453, 3487521493
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Ingredienti: Due sedie e un tavolino, un pubblico che sente la primavera già a dicembre (ma con un cuore che non sente… le primavere!) che voglia divertirsi rivedendosi nel primo amore (o nel secondo, nel terzo…), festeggiare S. Valentino… tutto l’anno, riconoscersi nella libertà del/la single, dell’Aspirante Amante, conoscere risposte a domande che la vita ancora ci riserva (“Ma la Barbie stava con Ken o con Big Jim? Chi era il fidanzato e chi l’amante?” “Il primo amore non si scorda mai perché quant’è bello lu prim’ammore? Ma se… “il secondo è più bello ancora”? ) e soprattutto… ridere di cuore! Ballerino, naturalmente!
“Insomma: io sono d’accordo con il 1968: FATE L’AMORE, NON FATE LA GUERRA.
Ma anche con Lucio Battisti: Dieci ragazze, per me, posson bastare”
“Si, amore, hai ragione, sono un maiale, ma al naturale. Senza sforzi, non mi concentro, porco fuori, pulito dentro” da “Il Porco Umano”
“Cuore Ballerino” è una performance comica teatrale che vuole “animarsi” insieme ad altri cuori. Quali? Sicuramente quelli nascosti nel petto degli innamorati platonici, dei sognatori ad occhi aperti, dei poeti romantici. Ma soprattutto con quelli incontenibili, instabili e danzanti dei conquistatori inappagabili e dei Don Giovanni “da strapazzo”. E’ un monologo… accorato sul tentativo di appropriarsi dell’amore: incarnato in una persona: tentennante davanti al suo rischio ma eccitato dalla possibilità di avventurarsi. E’ la voce di un testimone ancora un po’ immaturo, che si scopre, nella costruzione del rapporto con l’altro sesso (“… anche perché ognuno, del suo… prima o poi si stanca!”) a misurarsi con il suo egocentrismo, il suo esibizionismo. Il testo non si propone quindi come decalogo dell’amore esemplare ma come prova dei limiti di un soliloquio esteriore, con le diverse sfaccettature che ha un’umana invocazione, con gli atteggiamenti comici perché istrionici, autoironici perché esiste una coscienza che sorvola leggera senza mai invadere, una sorta di super ego con cui fare i conti all’improvviso. (“Sì, lo so. Ma vedi mamma: è che io ho molte cose… da dare… e così penso: una per una non fa male… a nessuna… ma forse neanche bene!?”)
Finale poetico a sorpresa, aperto a tutti: “E gioiamo dell’amore nostro finché possiamo, e se vogliamo, anche in questa stanza… per quanto pure si ripeta, l’amore, non potrà dirsi mai abbastanza”. E mentre le note intonano Dieci ragazze per me, volano libere… parole di carta.
2007/08: Teatri Govi, Albatros, Sipario Strappato, Cantina Teatrale, Teatri Comunali di Pietra Ligure e Ortovero
Ha scritto così Sonia Maranci, sul Corriere Mercantile: “…e Massimo Ivaldo, da solo in scena, coinvolge il pubblico con le sue storie d’amore, tragicomiche e divertenti: il buffo della vita”
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Contatti: MASSIMO IVALDO
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