Lingue in movimento
di Alberto Nocerino
con Andrea Benfante, Antonio Carletti, Giovanni Landi
scene e costumi di Mariolina Rella e Bartolomeo Benfante
videoproiezioni di Giovanni Landi
Cento anni fa – più precisamente il 20 Febbraio 1909 – nasceva una delle più importanti correnti artistiche italiane, destinate ad influenzare l’arte e l’avanguardia di tutto il mondo. Letteratura, poesia, musica, canto, teatro, cucina, pittura e abbigliamento erano destinati a scontrarsi con gli automatismi sinottici, sincopatici a- simpatici del Futurismo.
E berciando su Le Figarò: “Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità” Filippo Tommaso Marinetti, dava l’avvio ad uno dei periodi storici artisticamente più provocatori che mai epoca abbia veduto.
Lingue in movimento si pone al pubblico con lo stesso spirito di provocazione; intorno ai più importanti personaggi del Futurismo ed ai loro scritti più dinamici e meccanici, in Lingue in movimento si verifica un moto frenetico secondo i dettami dei numerosi manifesti futuristi.
Poesia, letteratura, arte, musica, teatro e cucina verranno sonoramente – e violentemente! – comunicati al pubblico da un trio d’attori che tra ricette culinarie, enunciazioni di poesie e discorsi, canzoni buffe e nonsense, daranno agli spettatori modo di divertirsi e di partecipare ATTIVAMENTEEE! alla pièce.
Degustazioni di musica d’epoca, di piatti saporiti cui l’ingrediente principale sono gli stessi spettatori, di comicità sopraffina e di petroliniani rimandi – da I Salamini al pirotecnico Fortunello – sono alla base della rappresentazione;
La fonurgia di Alberto Nocerino utilizza infatti testi del primo periodo del Futurismo italiano – sia poetici che teorici – di Filippo Tommaso Marinetti, Francesco Cangiullo e Armando Mazza.