Povero diavolo

Il lavoro, che trae spunto dall’opera di Antonio Tronci “…Noi, poveri diavoli dimenticati”, nasce dall’esigenza di ricerca sulle vite dei soldati italiani che, durante la seconda guerra mondiale, combattevano all’estero a fianco dell’alleato germanico e che furono totalmente abbandonati dalla propria nazione dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943.

Ideato, scritto, diretto e interpretato da: Antonio Carletti
Musiche e suoni: Roberto “Bob” Quadrelli
Scene e costume: Sergio Masala
Luci e fonica: Tristan Martinelli
Ufficio stampa: paolo.risso@teatrovunque.it

Contenuti

Ciao,
la narrazione che vorrei proporre tratta la storia di Antonio Tronci, un soldato italiano della seconda guerra mondiale. Le avventure di quest’uomo penso siano un esempio chiaro di come si è svolto il conflitto, di cosa è successo ai soldati italiani all’estero dopo l’8 settembre e il loro ritorno a casa mesto, in silenzio, senza un riconoscimento e senza lavoro in un’Italia pronta a voltar pagina dopo il ventennio e l’infame guerra. Non tratto l’argomento partigiano, ho deciso di informarmi sui soldati che combattevano all’estero e che, dopo l’8 settembre si sono trovati in balìa degli eventi.

Il titolo di questa narrazione è “Povero Diavolo”.

Liberamente ispirato al libro di Antonio Tronci “…Noi, poveri diavoli dimenticati”.

Scritto, diretto e interpretato da Antonio Carletti.

Una scheda poetica:

“Povero diavolo”

la guerra, la deportazione,

i lavori forzati, la fame,

la vita recuperata,

l’anonimo ritorno…

Attraverso la storia di un soldato, cerco di ripercorrere le vicende del secondo conflitto mondiale….

Scenografia scarna all’eccesso: sedia, candela, fogli.

All’ingresso gli spettatori sono accolti dall’ attore in modo conviviale. Cala il silenzio, luce fioca di una candela.

Questo è l’inizio. Per tutto lo spettacolo ricorrono, in un elenco che assomiglia ad un diario, questi elementi:

la visita medica;

la chiamata alle armi;

la vestizione;

la vita in caserma;

la dichiarazione di guerra;

il fronte francese;

il fronte greco-albanese;

l’occupazione della Grecia;

il 9 settembre 1943;

il terribile viaggio;

il lager di Tudorf;

il no alla RSI;

il Lazzareto;

il medico francese;

Maria;

il nascondiglio;

la liberazione;

l’ultimo viaggio;

verso il confine;

il Brennero;

mia madre.

……

Questo è un elenco parziale e non è detto che parli di tutti quanti gli argomenti… come spesso accade alle mie narrazioni, lascio sempre aperta la porta all’improvvisazione; comunque i temi che tratto all’interno della narrazione sono sempre dal punto di vista di Antonio Tronci, il soldato. Questo soldato è una goccia d’ acqua nei confronti dell’immenso mare della seconda guerra mondiale e dei suoi milioni di morti, ma la sua esperienza serve da esempio chiaro e per me insostituibile dell’inutilità della guerra e della tragedia dell’Italia alleata di Hitler.

Descrizione del libro

“…noi, poveri diavoli dimenticati”
L’autore racconta in prima persona l’esperienza della Seconda guerra mondiale, della deportazione in un campo di concentramento (i lavori forzati, la fame) e del difficile ritorno a casa. Non fu una guerra di poco conto. Al pari della Prima guerra mondiale ebbe i suoi morti. Strappò sei anni di vita a centinaia di migliaia di giovani che tornarono in silenzio cercando un posto di lavoro. Senza un segno di riconoscenza, dimenticati dalle istituzioni e dalla società, quasi che un sentimento di emulazione si fosse creato fra due tipi di resistenza di qua e al di là dei nostri confini. Ed ancora. Per la Prima guerra mondiale sono stati giustamente dedicati altari, sacrari, ossari, migliaia di sculture bronzee e marmoree, con gesti esaltanti il sacrificio, al centro di piccoli e grandi giardini di ogni comune d’Italia. Quale ricordo per i morti sui fronti e nei lager di quest’ultimo conflitto? Tronci risponde che dei “poveri diavoli” coperti da uno strato di terra in Grecia, Germania, Polonia, Russia… è rimasto solo qualche nome in appendice alle arrugginite targhe della precedente guerra.

Povero diavolo (narrazione)

L’idea
Nel 2003 uscì nelle librerie questo libro. Lo regalai a mio suocero. Suo padre visse un’esperienza simile. Ma non la raccontò. Antonio Tronci ha aspettato sessant’anni per raccontarla, per mettere tutto nero su bianco e pubblicarla. Così mio suocero ha potuto forse conoscere un po’ meglio suo padre. Io ho impiegato tre anni a leggere tante volte questo libro e decidere di raccontare alla gente, questo è il mestiere che mi sono scelto, tutto quello che la mia mente ha deciso di memorizzare, pescando anche nel mio vissuto e nella mia esperienza di lettore di libri di guerra.

Il risultato è una narrazione che dura circa un’ora e mezza, seduto e come compagnia la luce di alcune piccole candele. Non credo ci sia bisogno di altro.

I miei obiettivi sono:

proporlo nelle scuole (soprattutto medie inf. e sup.).

Proporlo nelle carceri.

Proporlo negli ospizi.

Proporlo ovunque ci sia l’interesse per ascoltare.

Destinatari del progetto
Lo spettacolo è adatto a tutti. Sotto i dieci anni potrebbe essere poco comprensibile ed alcune parti del testo sono un po’ forti.

Modalità di realizzazione
Teatro d’attore con utilizzo di musiche (quando le porto)
N0 1 attore
Durata max 100 minuti.
Lo spettacolo può essere realizzato al chiuso come all’aperto.
Dimensioni ideali: m 3 x m 5.

Strumentazione
Lettore cd con amplificazione
Eventuale radio-microfono per ambienti grandi

Luci
Lo spettacolo è pensato anche per essere proposto in strada e in luoghi privi di qualsiasi supporto tecnico, quindi le luci non sono indispensabili.

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