Quasi come Hemingway

Andare a teatro, pagare un biglietto, accomodarsi, assistere allo spettacolo, applaudire, uscire. Meccanismo assolutamente perpetuato nel tempo e assodato, digerito, accettato.
INVECE:
Andare in uno spazio teatrale, non pagare un biglietto, stringere la mano e presentarsi con chi è di scena, consultare un menù con 48 possibilità di ascolto, decidere a quale argomento interessarsi, dirlo all’attore, ascoltare, se si vuole applaudire, chiacchierare dopo l’ascolto, salutarsi, uscire. Tornare, se si vuole.

L’Idea

L’idea nasce dall’esigenza di avere un rapporto col pubblico. Esigenza condivisa col pubblico con cui ho avuto la possibilità di comunicare alla fine dei miei spettacoli. Raccontare un storia ad una persona è come tornare ad un passato remoto, quando ci si riuniva attorno al fuoco e ci si raccontava quello che era successo durante la giornata, ma anche storie inventate, avvenimenti realmente accaduti, il tutto tramandato di generazione in generazione in forma orale.

Contenuti

I contenuti delle 48 narrazioni più la sorpresa (per chi la chiede), sono tra i più disparati. L’unico denominatore comune è il periodo: il ‘900.
Guerre, stragi, morti violente… unite allo sport, ai record, alla bellezza, alla poesia.

Scarica la scheda pdf dello spettacolo Quasi come Hemingway

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