Tra pochi giorni è Natale

tra-pochi-giorni-manifestodi Antonio Carletti

“ Pinelli l’anarchico” … e perché non “Pinelli il ferroviere”? Perché non “Pinelli, papà di Silvia e Claudia”? Perché non “Pinelli la staffetta partigiana”? Perché non “Pinelli, che leggeva centinaia di libri e aveva fatto solo la 5ª elementare”?

NO, “Pinelli, l’anarchico”.

Il lavoro si struttura in quadri: ognuno di essi ruota intorno a una persona o a un accadimento chiave. L’argomento è la figura di Giuseppe Pinelli inserita nel contesto storico: il prima, il dopo e i personaggi coinvolti nella vicenda della sua morte e della strage di piazza Fontana.

Il presupposto da cui parte lo studio è assolutamente personale: l’interesse e l’ammirazione verso una persona che non c’è più, per sfociare però in un’ indagine che cerca di non tralasciare nulla e di illustrare i fatti in modo chiaro, asettico e trasparente. Ma di chiaro in questa storia c’è ben poco.

Durata dello spettacolo: 1 ora 40 min. ca.
Esiste una versione di oltre 4 ore.

Idea, ricerca, testo e interpretazione: Antonio Carletti
Suoni: Roberto Quadrelli
Collaborazione: Antonio Tancredi
Luci e fonica: Tristan Martinelli
Ascolta la versione mp3 (durata 1h 45’)

Sig. Antonio,

Ho ricevuto la sua documentazione sulla strage di piazza Fontana e i fatti ad essa attinenti:
l’ho trovata molto interessante e veritiera.
Le esprimo la mia gratitudine e quella dell’Associazione.
Un grazie ancora

Luigi Passera (Presidente Associazione parenti vittime piazza Fontana)

Caro Antonio,
ho letto la sua ricostruzione della bomba di Milano. Mi sembra ben fatta. Bravo!
C’è rapidità di narrazione, buona conoscenza della suspence, ritmo preciso.
Un carissimo saluto da Dacia Maraini

Venerdì 12 dicembre 1969 alle ore 16.37 esplode una bomba a Milano.
17 sono le vittime.
Già in serata vengono portate in questura per accertamenti 84 persone.
Anche Giuseppe Pinelli.
Alla mezzanotte tra lunedì 15 e martedì 16 dicembre 1969, Giuseppe Pinelli muore volando dalla finestra del 4° piano della questura di Milano.

Ho scritto questo lavoro dopo sei mesi di seria documentazione e di scrittura del testo, totalmente autofinanziato. Il risultato sono tredici capitoli che, se proposti tutti, farebbero durare lo spettacolo più di quattro ore. Allora si è resa necessaria una scelta: ogni volta che salgo sul palco decido che capitoli raccontare, cercando alla fine di far durare lo spettacolo meno di due ore.
Dall’inizio del 2004 ad oggi questa narrazione è stata rappresentata una settantina di volte in tutta Italia, da Pordenone a Palermo.
Per referenze, posso mettervi in comunicazione con chi mi ha ospitato.

tra-pochi-giorni-10Credo in questo lavoro, sono disposto a venire da voi a presentarlo al posto di una videocassetta.

Alexis de Toqueville scriveva 160 anni fa:

Se un potere dispotico s’insediasse nei paesi democratici, esso avrebbe certamente caratteristiche diverse che nel passato: sarebbe più esteso ma più sopportabile, e degraderebbe gli uomini senza tormentarli. Un sistema che potrebbe sembrare paterno, ma che al contrario cercherebbe di fissare gli uomini alla loro infanzia, preferendo che si divertano piuttosto che pensare.”

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